L’altruismo: Il buon Samaritano

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La parabola del Buon Samaritano, dal Vangelo secondo Luca, viene raccontata durante una discussione tra Gesù e un dottore della legge a proposito della questione di cosa si dovrebbe fare “per ereditare la vita eterna”. In riferimento alla risposta che viene data dalla legge, l’uomo cita un versetto del Pentateuco: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Levitico 19 :18). Costui interroga poi Gesù sul significato della parola “prossimo” e Gesù risponde raccontando una parabola: «Un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gerico, quando si imbattè nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Un sacerdote per caso scendeva da quella strada ma, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece, un Samaritano…

Un paese dove la virtù deve chiedere perdono

Sandro Boticelli - la derelitta

Gli uomini hanno sempre praticato delle trasgressioni a livello etico, ma un tempo quando si era immorali ci si sentiva fuori posto (peccatori nella versione cattolica, inadempienti agli obblighi della coscienza nella versione laica). Oggi si è immorali e ci si sente furbi e vincenti. Ecco cosa sta affondando il nostro Paese.

di Vito Mancuso, da Repubblica, 21 giugno 2013

Per riabilitare la gentilezza

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L’arte di essere gentili: dimostrare che la gentilezza, contrariamente a ciò che la gente sostiene, non é una debolezza bensì una qualità etica. Un compito non semplice, ma Stephan Einhorn, oncologo presso l’Ospedale di Karolinska di Stoccolma, propone una tesi molto convincente nel suo libro Essere buoni conviene. Stefan Einhorn parte dalla constatazione che la gentilezza non è ben accolta o quantomeno è vista in maniera spregiativa: spesso viene paragonata a una debolezza o addirittura a una forma di ritardo mentale o a stupidità. Per Einhorn, invece, la gentilezza è innanzitutto una forma d’intelligenza: «La gentilezza, così come la concepisco […] non scaturisce mai dalla stupidità, ma piuttosto dal buon senso».

Una pratica spirituale in tre pilastri

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Il senso della vita? Perfezionarsi, risponde Ostad Elahi. Condurre la propria anima alla sua maturità, cioè a uno stato in cui, nel rispetto della propria natura, l’uomo riesca a dominare perfettamente le proprie pulsioni. È la condizione della libertà interiore. Perfezionarsi, sì, ma come? Attraverso l’azione, insiste Ostad Elahi, ricordando che in questo campo come in molti altri «è praticando che si può progredire». Poiché, se il pensiero e la parola possono risvegliare dentro di noi il desiderio di cambiare e esplicitare le vie che conducono al cambiamento, sfortunatamente non basta parlare di una virtù perché si sviluppi. È doveroso che la parola ceda il passo all’azione, alla pratica. Ma non a una pratica qualunque…Questa pratica indispensabile al perfezionamento dell’anima, è riassunta da Ostad Elahi in tre pilastri: …

L’arte di ascoltare

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Imparare a parlare bene non basta. Se vogliamo usufruire delle parole di chi vuole trasmetterci un sapere, bisogna anche sforzarci di ascoltare bene. Questa è, in poche parole, la tesi di Plutarco ne L’arte di ascoltare. Ci troviamo ben lontani dal discorso attuale sull’ascolto che lo vede quasi esclusivamente come un fattore di autentica relazione con gli altri, come l’atto silenzioso, capace di aprirci alla soggettività altrui per coglierne i bisogni, i desideri e le frustrazioni. Ciò che viene esaminato in questo breve trattato è l’ascolto come “condizione necessaria per qualunque apprendimento”. In altre parole: come ascoltare coloro che sanno (o pretendono di sapere) in modo da trarne ciò che ci permette di progredire nella conoscenza del vero e del bene così cara ai platonici?

L’altruismo, qualche spunto per motivarsi

A doctor holding an old woman's hand - part of a series.

Dopo aver letto su questo sito l’intervista a Bahram Elahi a proposito dell’altruismo, ero stato colpito dall’idea che “colui che si impegna nel perfezionamento spirituale deve inserire l’altruismo nel suo programma pratico”. Ho cercato in un primo “articolo” di capire che cosa fosse veramente l’altruismo e come potessimo affrontare questa pratica all’interno di un programma quotidiano. Ora desidero dedicarmi ad esplorare la seconda parte del mio interrogativo: perché praticare l’altruismo.

L’altruismo: intervista a Bahram Elahi

Bahram Elahi

Qual è il posto dell’altruismo nella pratica spirituale di Ostad Elahi?

Coltivare in sé l’amore per gli altri è uno dei fondamenti dell’etica giusta. L’altruismo è uno dei pilastri della pratica spirituale di Ostad Elahi, assieme all’attenzione alla Fonte e alla lotta contro l’io imperioso.

In pratica, come si può procedere?

Aiutare gli altri con generosità e benevolenza avviene spesso attraverso azioni molto semplici: un ascolto attento, un complimento sincero, un gesto amichevole ed ogni altro genere di sostegno…

La spiritualità come medicina dell’anima e la perfezione

La spiritualità naturale è una pratica che tiene conto delle due dimensioni dell’essere umano e della loro costante interazione per il perfezionamento. Per darne un’idea più precisa, Ostad Elahi suggerisce che la parte terrena e la parte celeste dell’uomo formino una sorta di organismo psico-spirituale. La funzione della spiritualità è quella di nutrire questo organismo e di assicurarne lo sviluppo armonioso fino a maturazione.

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